KAMILA E PJ: CAPITOLO 5

Era passato quasi un anno dall’inizio della nostra relazione. Apparentemente si poteva dire che le cose procedevano normalmente. Era un rapporto standard, con alti e bassi, ogni tanto qualche discussione e spesso, molto spesso, momenti sdolcinati. Più andavamo avanti però e più mi rendevo conto dell’enorme fortuna che avevo. Per essere più chiaro, posso dire che avevo molto più bisogno io lei di quanto ne avesse Kamila di me. Lei era una ragazza molto forte e soprattutto indipendente. È sempre stata molto socievole e solare con tutti, con alcuni amici del mio gruppo entrò più in confidenza di me e parliamo di persone che oramai conoscevo da tempo. Io da parte mia invece, sono sempre stato molto timido e insicuro. Questo difetto caratteriale lo devo alla mia famiglia. Fin da piccolo sono sempre stato criticato, messo a confronto con i miei cugini che a quanto pare erano sempre più bravi di me. Loro prendevano dei bei voti a scuola, io invece mi sono fatto bocciare per due anni, una cosa che non era mai accaduta nella mia famiglia, sia paterna che materna e che quindi fu motivo di non pochi scandali. Da piccolo ero basso rispetto alla norma  e grassottello, i miei cugini invece sembrava che mettessero gli steroidi nel latte della colazione. Tutte queste critiche chiaramente andarono man mano a sgretolare tutta la mia autostima. Non riuscivo a stare da solo. Sentivo un vuoto dentro di me, un vuoto che nessuno era riuscito a riempire a parte Kamila. Lei mi ha sempre sostenuto. In pochi mesi è riuscita a colmare quell’enorme vuoto che avevo dentro, facendomi capire che era solo un blocco mentale che avevo creato io. Iniziai ad essere più sicuro, a credere in me stesso. Fu lei la prima a conoscere il vero PJ. Tutte le mie ambizioni, gli innumerevoli progetti che avevo per il futuro. Era sempre lei che, quando volavo un po’ troppo con la fantasia, mi afferrava e riportava a terra, a volte anche bruscamente, facendomi sbattere la testa sull’asfalto della realtà. Lì per lì confesso che ci rimanevo male, ma poi capivo. Amare una persona significa anche essere sincero, è giusto sostenere il proprio partner ma è anche giusto fargli fare i conti con la realtà. Mi viene in mente la frese di un film che vidi tempo fa, “le persone che ami servono proprio quando sbagli e hai torto. Quando hai ragione, non servono ad un bel niente”. Giorno per giorno ero sempre più affascinato da Kamila. Non solo ero innamorato di lei, la rispettavo e l’ammiravo come persona. Volevo seriamente impegnarmi, darle tutta la felicità e la gioia che meritava, ma purtroppo, devo ammettere che non sempre ci riuscivo. Combinare cazzate è sempre stata una parte di me che non sono mai riuscito a controllare e per questo non smetterò mai di chiederle scusa.

Nonostante tutto questo però, si può dire che la nostra relazione era ormai solida. Eravamo ormai vicini al nostro primo anniversario e non c’erano solo menti bui e tristi. Ci sono stati altrettanti momenti felici e divertenti. Abbiamo vissuto anche dei bellissimi episodi imbarazzanti, forse anche troppo imbarazzanti. Vi dico solo che alcuni di questi li avrei volentieri evitati se avessi avuto la facoltà di tornare indietro nel tempo.



Categorie:STORIE BREVI

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