KAMILA E PJ: CAPITOLO 3

Ti amo. Un’espressione troppo spesso utilizzata a casaccio, senza un criterio preciso. Certo sappiamo tutti che dire ad una persone di amarla è una cosa importante, malgrado questo però. Spesso tendiamo a dirlo anche se in realtà non lo pensiamo davvero. Io stesso ho fatto quest’errore molte volte. Con Kamila però fu diverso.

Fu una sorta di riflesso spontaneo, mi uscì e basta.

Mio padre, in accordo con suo socio di lavoro, decise di mantenere la gestione del locale anche per il mese di settembre, prima di cederlo nuovamente al proprietario originale. Le serate erano abbastanza tranquille, la mole di lavoro si era ridotta parecchio e a servire in sala come camerieri eravamo rimasti solo io e un altro ragazzo. Mia sorella e Kamila erano andate via, la scuola era cominciata e loro dovevano concentrarsi sullo studio. Le mie lezioni universitarie sarebbero iniziate il mese dopo così decisi di rimanere, anche per non perdermi i soldi di paga di quel mese. Loro due spesso passavano la sera a salutarci quando uscivano con le loro amiche. Proprio durante una di quelle sere dissi a Kamila di amarla. La conversazione andò grossomodo in questa maniera.

  • Ciao PJ, come va la serata? Tranquilla o ci sono molte prenotazioni?
  • Più tardi dovrebbero arrivare un paio di tavoli ma nulla di preoccupante, stai tranquilla cucciola.
  • Quante volte ti ho detto di non chiamarmi così? Non sono così sdolcinata, lo sai. Puoi tranquillamente chiamarmi col mio nome o se proprio vuoi posso accettare che mi chiami amore ma nulla di più.
  • Si è vero me l’hai detto molte volte ma non lo faccio con malizia, semplicemente ti amo.

Non appena terminai di parlare, portai istintivamente le mani alla bocca, cercando invano di acchiappare le parole che mi erano appena uscite quasi come fossero un colpo di tosse che non riuscivo più a trattenere.

Ripensando a quell’episodio, adesso che lo sto scrivendo, devo confessare che non ricordo chi dei due fosse più in imbarazzo. La cosa che ricordo bene era la faccia pietrificata di Kamila. Non era nemmeno passato un mese dall’inizio della nostra relazione e credo che non avesse la minima idea di cosa rispondermi. Ovviamente mai come in quel momento avrei voluto che tutte le storie sugli UFO fossero vere e soprattutto che fossero venuti in quell’istante a rapirmi e portarmi via con loro.

  • Perdonami Kamila, giuro che non avrei voluto dirtelo in questo modo, mi è uscito e basta, davvero non so cosa mi sia preso.
  • Non ti preoccupare, se ti è uscito in maniera così spontanea vuol dire che era destino. E poi sai una cosa? A me piace come me l’hai detto, in maniera buffa e divertente, esattamente come sei tu.
  • Ti ringrazio molto per la comprensione e sono contento che ti sia piaciuto e mille grazie per non essere scappata a gambe levate
  • Non l’avrei mai fatto. Mi dispiace però che non posso ricambiarti, scusami PJ ma non sono ancora pronta.
  • Non devi preoccuparti, quando sarai pronta me lo dirai Amore.
  • Lo vedi, Amore è molto meglio di Cucciola, no?

Annuì con mezzo sorriso dopodiché l’abbracciai. Nel contempo, i due tavoli prenotati arano appena arrivati. Ci scambiammo un bacio e ci salutammo.

Per Kamila, dirmi che mi amava, fu più complicato. Voleva essere sicura dei suoi sentimenti e di ciò che provava nei miei confronti. Voleva in oltre una qualche conferma che io fossi davvero la persona giusta. Quest’ultima titubanza, non era dovuta a lei personalmente, bensì a suo padre. Lui era un tipo difficile da gestire e soprattutto con un carattere molto particolare. Sebbene la figlia avesse ormai compiuto la maggiore età, lui le imponeva ancora un rigido coprifuoco e in ogni caso, non aveva comunque il permesso di uscire tutti i giorni. Io d’altra parte, non gli ero mai andato particolarmente a genio e non vedendo quindi di buon occhio questa relazione, aveva una scusante in più per giustificare il suo comportamento.

In una situazione simile molti ragazzi sarebbero fuggiti via a gambe levate. Non stare con la propria ragazza tutti i giorni, il vedersi di nascosto, stando attenti ad evitare le strade frequentate dal padre. Molte volte siamo stati costretti a dover dire di no al nostro gruppo di amici quando organizzavano qualche gita fuori città. Sapevamo già che il padre non avrebbe mai dato il permesso a Kamila. Tutte queste cose possono essere difficili da accettare e questo lei lo sapeva benissimo. Voleva quindi verificare, prima di aprirsi completamente, che io non fuggissi via.

Potrà sembrarvi una stronzata tuttavia vi assicuro che quanto sto per scrivere, è tutta la verità e nient’altro che la verità. A me di tutto questo non mi era mai importato. Sapevo che non sarebbe stato facile. Amavo Kamila con tutto me stesso e questo voleva dire sopportare le restrizioni del padre, rinunciare a qualche gita fuori o non poterla accompagnare sotto casa per paura che il generale, così lo nominai in seguito, potesse essere di vedetta fuori il balcone, tutto questo era un prezzo che pagavo molto volentieri. Amare una persona significa anche questo giusto? Accettare tutto incondizionatamente, pregi e difetti.

Lei si preoccupava spesso di tutto questo. Molte volte si scusava o avvertivo sul suo volto un senso di colpa quando, dopo essere stati insieme appena mezz’ora e dopo non esserci visti per dei giorni, mi diceva che dove rientrare. Tuttavia, posso assicurarvi che il comportamento di suo padre non è mai stato argomento di litigio tra noi. Certo le discussioni e le litigate non mancavano, come in ogni rapporto. Non mi sono però mai permesso di coinvolgere il generale. Sapevo bene che non era colpa sua. Inutile a dirsi, Kamila rimase piacevolmente sorpresa da tutto questo.

Era passato ormai un mese e mezzo. La nostra relazione cresceva parallela alla nostra intimità. Ricordo bene quel giorno. Cavolo com’era bella, le sue curve perfette, il suo respiro sul mio collo, alternato con dei baci e il poi il suo sguardo e la sua voce inebriante. Quello fu il nostro primo rapporto intimo, nonché la prima volta in cui Kamila disse di amarmi. Ripenso a quel giorno continuamente, uno dei ricordi più belli che ho del mio passato. Rimarrà per sempre nella mia memoria.  In quel momento capii il reale significato della parole Amore.



Categorie:STORIE BREVI

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