KAMILA E PJ: CAPITOLO 2

L’estate ormai stava volgendo al termine. Erano gli ultimi giorni di fuoco in cui tutti cercavano di divertirsi e svagare un ultima volta prima di riprendere la normalità. Gli studenti si preparavano a lasciare i cocktail e prendere in mano la lista dei libri di testo. Tra loro c’era anche Kamila, che quell’anno avrebbe affrontato il quarto anno di liceo. I turisti rimpacchettavano la propria roba per il rientro a casa e nel frattempo, la città si preparava per la festa patronale, che per tutti noi segnava ufficialmente la fine della stagione estiva. In quei giorni si era lavorato parecchio e io e Kamila non avevamo molto tempo a disposizione per parlare e chiarire meglio i sentimenti che provavamo l’uno per l’altra. La cosa che le preoccupava maggiormente era l’amicizia stretta con mia sorella, senza contare che era da poco uscita piuttosto ferita moralmente da una brevissima ma complicata storia con un ragazzo. Era molto confusa e tutto questo la spaventava. Io da parte mia, non avevo tutti questi dubbi e soprattutto non avevo paura di rimettermi nuovamente in gioco. Avevo dimenticato piuttosto in fretta la storia con la mia ex ragazza. Nonostante ciò, decisi di lasciarle un po’ di spazio per farla riflettere e capire bene cosa voleva realmente.

Il periodo della festa patronale è sempre stato magico, soprattutto nella mia città. C’erano persone che non aspettavano altro che quei tre giorni di fine agosto. I miei genitori solitamente organizzavano i viaggi in quel periodo e prima di diventare autonomo, come ovvio che sia, partivo insieme a loro. Ricordo bene che i miei amici mi prendevano sempre in giro perché mi sarei perso i giri per le bancarelle e soprattutto, i giri sulle giostre messe a disposizione dal comune. A dirla tutta però, non ne ho mai sofferto, ho sempre amato viaggiare e non avrei mai rinunciato a conoscere un posto nuovo per qualche giorno sulle montagne russe. Dal mio punto di vista i veri folli erano loro. Quell’anno però, caso volle che i miei genitori non organizzarono nulla. Mio padre era impegnato a dirigere il ristorante e quindi saremmo rimasti a casa. Un giorno domandai a Kamila se voleva venire con me alle giostre, dopo il servizio al locale, stando da soli avremmo avuto modo di parlare meglio. La serata passò velocemente e una volta sistemati andammo. Sapevo benissimo che lei non era un amante di queste attrazioni, soprattutto quelle più pericolose così le proposi un semplice giro sulla ruota panoramica.

Parlammo un po’ senza affrontare fino in fondo l’argomento e così decisi di giocarmi il tutto per tutto. Il giro era quasi finito ed ebbi la geniale idea di smorzare un piccolo silenzio imbarazzante che si era creato dandole un bacio. Mi avvicinai e toccai le sue morbide e calde labbra con le mie. Sorpresa da quel gesto Kamila mi afferrò la testa avvicinandola alla sua per continuare a baciarci. Quel momento romantico fu però subito interrotto da uno imbarazzante. Il responsabile della giostra ci suggerì di andare altrove e lasciare spazio alle persone in coda, non c’eravamo minimante accorti che intanto il giro era terminato e noi eravamo rimasti lì, in una delle cabine della ruota. Stracolmi di imbarazzo, domandammo scussa e fuggimmo da lì. Una volta a distanza di sicurezza ci fissammo per qualche secondo e poi scoppiammo in una grossa risata. Iniziò così la nostra relazione, con un omento romantico, seguito subito dopo da una bella figura di merda. Ma d’altronde, il vero romanticismo esiste solo nei film. La vita reale è tutta un’altra cosa.

I giorni che seguirono furono i più belli, o per meglio dire, i più sdolcinati, come giusto che sia agli albori di una relazione. C’era molta voglia di scoperta. Essendo da sempre un appassionato di viaggi nonché di antropologia, ero molto curioso circa le sue origini. Scoprii che il suo nome significava “perfetta”, “pura” e lasciatemelo dire, cavolo se lo era. Passavamo ore e ore a parlare. Mi svegliavo ogni giorno con il solo desiderio di rivederla e anche con la curiosità di vedere cosa mi avrebbe portato da mangiare. Quando Kamila capii che una delle mie tante passioni era la cucina di ogni luogo e di ogni dove, decise di portarmi ogni volta un cibo diverso della sua cultura. Sua mamma resta ancora oggi una delle migliori cuoche che io abbia mai conosciuto. Senza contare il fatto che una storia come quella che aveva vissuto Kamila,  non capita tutti i giorni di sentirla e credo anche le piacesse molto il modo in cui ne ero così attento e curioso.

Nel caso non si fosse già capito da quanto o scritto fino ad ora, ero ormai totalmente preso ed innamorato di quella bellissima ragazza.



Categorie:STORIE BREVI

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