27 MARZO: GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO

Miei carissimi lettori, bentornati nel mio blog. Si continua con la mia nuova rubrica, dedicata alle ricorrenze mondiali. Oggi, infatti, è la giornata mondiale del teatro.

         Tuttavia, non sono qui per raccontarvi la storia di come è stata ideata quest’importante ricorrenza, salvo qualche breve cenno. Bensì ne approfitterò per svelare un altro piccolo particolare della vita e del perché questo giorno è molto importante per me, a livello affettivo.

         La giornata mondiale del teatro è stata creata a Vienna, nel 1961,  durante il nono Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro, su proposta del drammaturgo finlandese Arvi Kivimaa.

         Ma ora veniamo a noi ed al perché sono legato particolarmente a questo tema. Fin da piccolo, ho sempre avuto uno stretto legame con il teatro. Il merito è tutto della mia mamma. Alla sola età di sedici anni, esordisce nella sua prima commedia comica, entrando a far parte di una compagnia teatrale piuttosto famosa nella mia città. Scopre così, la sua passione per il teatro. Entrata in questo mondo un po’ per gioco, o come un semplice hobby, ben presto diventa un pilastro fondamentale di tutta la sua vita. Partecipa a diverse commedie e riesce anche a vincere qualche piccolo concorso di recitazione, sempre però a livello comunale o al massimo provinciale. In tutta sincerità, ma che rimanga tra noi, il perché non abbia voluto trasformare tutto questo in una professione vera e propria, rimarrà per me un mistero. Ho provato spesso a porle questa domanda, mi ha sempre risposto però che recitare era un modo per fuggire dalla vita quotidiana per qualche ora. Le bastava solo questo. Non è mai stata di indole ambiziosa e di conseguenza, le bastava essere apprezzata dalle persone care che aveva intorno.

         Quando io venni al mondo, i miei genitori si trasferirono a Napoli. Quando poi nacque anche mia sorella, i doveri domestici furono troppo grandi per potersi occupare del teatro a tempo pieno. Si prese quindi un periodo sabatico dai riflettori. Circa otto anni dopo la mia nascita, i miei genitori decisero che era arrivato il momento di tornare a casa. Una volta ritornati nella nostra città natale, mamma pensò bene di ritornare sul palco. Da quel momento, non ho mai perso una sua commedia. Andavo con lei per assistere alle prove e alle letture del copione, assistevo alla preparazione delle scenografie dietro le quinte, ed altri piccoli particolari di quel mondo. Si può quasi dire che ero diventato la piccola mascotte della compagnia. Per un brevissimo periodo, provai anch’io ad immergermi attivamente in quella realtà. Mio malgrado, scoprii ben presto di non essere portato. Troppo timido per stare sul palco, con tante persone che ti osservano.

         Nonostante questo, a mia mamma piaceva molto che io la accompagnassi in ogni sua avventura teatrale. Ricordo ancora i pomeriggi a casa mentre la aiutavo a ripassare le sue parti del copione. Entrata come una semplice ragazzina, sbucata fuori dal nulla ed in punta di piedi, oggi è una dei veterani all’interno della compagnia teatrale della mia città. Chi lo sa, con me il talento nella recitazione ha fatto cilecca, rimane ancora la speranza per i nipotini.

         Per il momento è tutto. Spero davvero che abbiate apprezzato questo piccolo viaggio nella via. Come sempre, un caloroso saluto da Intimo Inchiostro.



Categorie:GIORNATE E RICORRENZE MONDIALI

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